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Reddito di cittadinanza e Reddito di dignità, in Puglia il punto sulle politiche

Articolo pubblicato più di due mesi fa

Si è tenuto lo scorso 9 aprile a Bari l’incontro promosso da INPS e Assessorato regionale al Welfare, rivolto ai Comuni e ai CAF pugliesi


Si è svolto lo scorso 9 aprile presso la Fiera del Levante a Bari l'incontro informativo rivolto agli operatori dei CAF e ai funzionari dei Comuni pugliesi sul Reddito di Cittadinanza, con specifico riferimento alla procedura per l'istruttoria delle domande e allo sviluppo del percorso attuativo della misura, in particolar modio sulla presa in carico dei beneficiari del Reddito di Cittadinanza. Nel primo mese di attività della procedura del reddito di Cittadinanza le domande presentate dai cittadini pugliesi per accedere alla misura nazionale del Reddito di cittadinanza, sono state 71.735, pari all'8,9% del totale a livello nazionale, a fronte delle 808 mila domande presentate a marzo. Per il 60% si tratta di domande presentate da donne; solo il 22,6% sono domande presentate da persone in età tra i 25 e i 40 anni, mentre oltre il 61,25% ha più di 40 anni. Oltre 20.000 le domande pervenute dalla provincia di Bari, di cui quasi la metà dalla città di Bari.

Dal monitoraggio presentato emerge che il Reddito di Cittadinanza ha attratto soprattutto cittadini ultraquarantenni e ultracinquantenni, che tipicamente hanno più anni di disoccupazione e che, quindi, relativamente meno impegneranno i Centri per l'Impiego e i "navigator" che verranno. Secondo l'assessorato regionale al Welfare disporre in anteprima dei dati regionali e della prima profilatura dei richiedenti Reddito di Cittadinanza consente a Regione Puglia di completare efficacemente la definizione del nuovo Reddito di Dignità. Infatti è decisivo essere certi di dare copertura a chi non ha i requisiti per presentare domanda RdC o a chi non ha ritenuto credibile la proposta RdC. Così come – si sottolinea nel corso della mattinata – è importante che la Regione assicuri tutta la collaborazione possibile ai Comuni che, a questo punto, è chiarissimo, dovranno fare la gran parte delle prese in carico rispetto ai Centri per l'impiego, di cui molto si è parlato sinora.

In allegato i materiali della giornata.

Pubblicato il 11/04/2019

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