Inclusione

ReD, ecco i dati reali

Articolo pubblicato più di un mese fa

Il monitoraggio della struttura tecnica dell'Assessorato al Welfare smentisce i dati diffusi a mezzo stampa dal Comune di Bari


Il monitoraggio che la struttura regionale di gestione del Reddito di Dignità (ReD), presso l'Assessorato al Welfare della Regione Puglia, restituisce sull'andamento dei progetti di attivazione per i beneficiari ReD in tutta la Puglia smentiscono nettamente i dati diffusi a mezzo stampa dal Comune di Bari.

A livello regionale sono state fino ad ora 1.811 le rinunce da parte dei beneficiari che avevano presentato domande nel 2016 e 2017, su oltre 18.000 sottoscrittori dei patti di attivazione, e quindi non superiori al 10% del totale dei beneficiari ReD.

In larga parte sono riconducibili a valutazioni di opportunità che i beneficiari hanno fatto quando dal 2018 è stato introdotto il ReI che, in particolare per famiglie con figli e ISEE pari a 0 euro rendeva più convenienti gli importi ReI.

"Esiste sicuramente – spiega la consigliera del Presidente per l'attuazione del programma, Titti De Simone - il fenomeno della rinuncia per ragioni di convenienza connesse al mantenimento di un secondo lavoro quasi sempre irregolare o sommerso, ma non si tratta della maggior parte delle rinunce, in genere legate al passaggio ad altra misura di sostegno economico, e tipicamente per il passaggio al ReI.

Peraltro proprio in Puglia, dove in quasi tutti gli Ambiti territoriali oltre ai tirocini sono stati attivati progetti di sussidiarietà e lavoro di comunità, con soluzioni sempre vicine ai luoghi di vita, e spesso coincidenti con le scuole dei figli, il proprio vicinato e il proprio quartiere, davvero non vi sarebbero altre ragioni per osservare una rinuncia estesa".

Peraltro lo stesso dato che il Comune di Bari ha diffuso a mezzo stampa, con un beneficiario ReD su 2 che avrebbe rinunciato al ReD, davvero non trova riscontro nei dati che da piattaforma telematica di gestione e monitoraggio si possono ricavare: o si tratta di rinunce che il Comune non ha neppure gestito con i dispositivi di pagamento, oppure si tratta di casi che non hanno mai neppure sottoscritto i patti di inclusione, e in questo caso stiamo parlando della criticità assolutamente peculiare da tempo osservata a Bari, che è anche l'unica città in Puglia che ha scelto di non attivare tirocinii per l'inclusione presso aziende pubbliche e nell'ambito dei servizi comunali, e che ha utilizzato pochissimo progetti individuali di lavoro di comunità.

In tutti gli altri Ambiti territoriali, la possibilità di costruire soluzioni di attivazione davvero più confacenti per le specifiche esigenze di conciliazione e di mobilità dei diversi beneficiari, ha contenuto al massimo i casi di rinuncia.

Pubblicato il 16/10/2018

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