Disabili

Giornalismo e disabilità: da FIABA la proposta per la carta deotologica

Articolo pubblicato più di tre mesi fa

"Persona con ridotta mobilità" per riferirsi a persone con disabilità


Una nuova "carta deontologica" per i giornalisti, per parlare correttamente di disabilità: questa in sintesi la proposta presentata a Roma, presso l'aula magna della Lumsa, dalla Federazione italiana per l'abbattimento delle barriere architettoniche (FIABA) alla presenza della presidente dell'Ordine dei Giornalisti Lazio Paola Spadari.
E' giusto che anche il mondo del giornalismo ponga attenzione al linguaggio che impiega nel riferirsi alla disabilità: "si è discusso, nel corso dei decenni, su quale fosse il termine più appropriato per indicare la persona con disabilità – commentano da Fiaba - di qui la loro proposta dell'istituzione della "Carta deontologica delle Prm" che prevede nel riferirsi alle persone con disabilità, di adottare l'acronimo "Prm": "persona con ridotta mobilità" (person with reduced mobility). Tra le altre richieste quella che sia abbandonato il termine "handicap", mentre non venga mai sostantivato l'aggettivo "disabile". In altre parole, "si può parlare di persona disabile – spiega Fiaba - ma non di disabile. Si rischia altrimenti di creare un termine collettivo, che va ad indicare una minoranza, insomma una discriminazione". 
Altri termini da bandire del tutto sono "menomazione" e "menomato", come pure "diversamente abile" e "diversabile", che "hanno assunto un carattere di politically correct e sembrano avulsi dalla condizione reale della persona con disabilità"

 

Pubblicato il 20/06/2017