Welfare

Spesa sanitaria privata: sale a 35,2 miliardi di euro la spesa di tasca propria per curarsi

Articolo pubblicato più di due mesi fa

1,2 milioni di italiani rinuncia alle prestazioni mediche


Presentati i dati del Rapporto Censis-Rbm Assicurazione Salute in occasione del «Welfare Day 2017» i numeri descrivono un quadro in negativo: più di un italiano su quattro non sa come far fronte alle spese necessarie per curarsi e subisce danni sono infatti ben 13 milioni gli italiani che nell'ultimo anno si sono trovati in difficoltà economiche per far fronte a spese sanitarie di tasca propria, 7,8 milioni hanno dovuto utilizzare tutti i propri risparmi o indebitarsi con parenti, amici o con le banche, e 1,8 milioni sono entrati nell'area della povertà. Ma non è tutto se si pensa che sono nell'ultimo anno 12,2 milioni di italiani hanno rinunciato o rinviato prestazioni sanitarie (1,2 milioni in più rispetto all'anno precedente)
La sanità privata viene dunque "preferita" a quella pubblica seppur pagando di tasca propria le prestazioni mediche perché l'attesa per le prestazioni sanitarie nel servizio pubblico è troppo lunga e spesso richiede anche l'esborso del ticket. È questa la ragione principale per cui tanti italiani vanno nel privato e pagano a tariffa intera. Per una mammografia si attendono in media 122 giorni (60 in più rispetto al 2014) e nel Mezzogiorno l'attesa arriva a 142 giorni. Per una colonscopia l'attesa media è di 93 giorni (+6 giorni rispetto al 2014), ma al Centro di giorni ce ne vogliono 109. Per una risonanza magnetica si attendono in media 80 giorni (+6 giorni rispetto al 2014), ma al Sud sono necessari 111 giorni. Per una visita cardiologica l'attesa media è di 67 giorni (+8 giorni rispetto al 2014), ma l'attesa sale a 79 giorni al Centro. Per una visita ginecologica si attendono in media 47 giorni (+8 giorni rispetto al 2014), ma ne servono 72 al Centro. Per una visita ortopedica 66 giorni (+18 giorni rispetto al 2014), con un picco di 77 giorni al Sud.
Ecco spiegato il fenomeno della crescita esponenziale della spesa sanitaria privata, che oggi pesa per circa 580 euro pro-capite ma che nei prossimi dieci anni sarà destinata a raggiungere la somma di 1.000 euro pro-capite, e che grava sulle spalle degli italiani per 35,2 miliardi di euro nel 2016, con un aumento del 4,2% in termini reali nel periodo 2013-2016 (un aumento maggiore della spesa totale delle famiglie per i consumi, pari a +3,4% nello stesso periodo). 
Tra i cittadini che hanno dovuto affrontare spese sanitarie private, hanno incontrato difficoltà economiche il 74,5% delle persone a basso reddito (ma anche il 15,6% delle persone benestanti), il 21,8% al Nord, il 35,2% al Centro, fino al 53,8% al Sud. E hanno avuto difficoltà ben il 51,4% delle famiglie con al proprio interno una persona non autosufficiente che hanno affrontato spese sanitarie di tasca propria. 

Pubblicato il 08/06/2017

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