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Povertà educativa: in Puglia 1 ragazzo su 5 abbandona gli studi prima del tempo

Articolo pubblicato più di sei mesi fa

Dal rapporto Save the Children negli ultimi 10 anni è triplicata in Italia la percentuale dei minori in povertà educativa assoluta


Presentati i dati del rapporto sulla povertà educativa in Italia di Save the Children: in Puglia il 32% dei minori vive in povertà relativa, secondo il rapporto, i servizi per l'infanzia sono garantiti solo per il 5% dei bambini e quasi la totalità delle classi della scuola primaria (83%) e secondaria di I grado (94%) non ha il tempo pieno. Si conta che quasi 1 ragazzo su 5 abbandona gli studi prima del tempo e 3 bambini su 4 non usufruiscono del servizio mensa. Più della metà di bambini e ragazzi (67%) non partecipa ad attività culturali e ricreative.
Dati regionali che proiettati in un'ottica nazionale fanno emergere che Negli ultimi 10 anni la percentuale di minori in povertà assoluta in Italia è triplicata ed è raddoppiata quella di minori in povertà relativa. Sono la Sicilia e la Campania a detenere il triste primato delle regioni italiane con la maggiore "povertà educativa", quelle in cui è più scarsa e inadeguata l'offerta di servizi e opportunità educative e formative che consentano ai minori di apprendere, sperimentare, sviluppare e far fiorire liberamente capacità, talenti e aspirazioni. Al secondo posto della classifica in negativo, con solo un leggero distacco, la Calabria e la Puglia. Fanno da contraltare Lombardia, Emilia Romagna e Friuli Venezia Giulia, le aree più "ricche" di offerta formativa ed extracurriculare per i minori.
I dati, sono stati presentati da Save the Children in occasione del rilancio della campagna "Illuminiamo il futuro" per il contrasto alla povertà educativa, durante la quale si è dato avvio ad una petizione, sul sito www.illuminiamoilfuturo.it, per chiedere asilo nido e mense scolastiche per tutti i bambini e l'attuazione immediata del piano di contrasto alla povertà.
La fotografia nazionale illustrata dal rapporto mette in luce come risulta scarsa l'offerta di servizi all'infanzia (13%), gravissima l'assenza del tempo pieno (non presente nel 68% nelle primarie e all'80% delle secondarie di primo grado) e seriamente insufficiente l'offerta di mense scolastiche (disponibili solo per il 52% degli alunni). Il 59% degli studenti frequenta scuole dotate di infrastrutture insufficienti a garantire l'approfondimento. Ne risentono per primi i risultati ottenuti dai ragazzi: quasi il 20% dei quindicenni non raggiunge la soglia minima di competenze in lettura e il 25% in matematica, con un tasso di dispersione scolastica al 15%
L'analisi di Save the Children conferma la stretta correlazione tra povertà materiale e povertà educativa: in Italia sono 1.045.000 i bambini che vivono in povertà assoluta e si concentrano in particolare in regioni come Calabria (quasi uno su quattro) o Sicilia (poco meno di uno su cinque). Sono invece poco meno di due milioni quelli che vivono in povertà relativa (il 19%, tra i quali la Puglia), e dunque ancora una volta è il Sud a vivere la situazione peggiore, dove più di un terzo dei minori si trova questa condizione.
Dal rapporto emerge, inoltre, una connessione molto forte anche tra povertà educativa e i cosiddetti NEET (Not in Education, Employment or Training), quei ragazzi tra i 15 e i 29 anni che non lavorano e non frequentano percorsi di istruzione e formazione. 

Pubblicato il 04/04/2017

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