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Safer internet Day: con oggi si celebra anche la prima Giornata nazionale contro il bullismo

Articolo pubblicato più di sei mesi fa

L’11% dei giovani approva gli insulti sui social, 9 su 10 non fanno nulla per proteggere la propria immagine. Più di 1 su 5 invia video o immagini intime di se stesso, o attiva webcam per ottenere regali: abuso dei social network e scarsa conoscenza delle conseguenze negative nei risultati di due ricerche


"Be the change: unite for a better internet" è lo slogan del Safer Internet Day 2017 (#SID2017), la Giornata mondiale per la sicurezza in Rete istituita, promossa dalla Commissione Europea e giunta alla sua XIV edizione. Quest'anno in concomitanza con il Safer Internet Day si tiene anche la prima Giornata nazionale contro il bullismo e il cyberbullismo a scuola dal titolo "Un Nodo Blu - le scuole unite contro il bullismo". Un'iniziativa lanciata dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca nell'ambito del Piano nazionale per la prevenzione del bullismo e del cyberbullismo a scuola. Obiettivo di questa Giornata: far capire con chiarezza alle ragazze e ai ragazzi la netta differenza che passa fra scherzo, insulto, violenza verbale e umiliazione dei compagni.
Che "l'abuso" di internet e dei social netwtok tra i giovani e in particolare tra i ragazzi di età 14-18 anni è ormai un'allarmante realtà confermata anche dai numeri. La "vita" sui social è infatti stata oggetto di un'indagine sull'hate speech affidata da Generazioni Connesse a Skuola.net e all'Università degli Studi di Firenze. Il 40% degli intervistati dichiara di trascorrere on line più di 5 ore al giorno. Whatsapp si conferma il gigante degli scambi social fra gli adolescenti (80,7%), seguito da Facebook (76,8%) e Instagram (62,1%). Bufale e fake news? Il 14% degli intervistati dichiara di non controllare mai se una notizia sia vera o falsa, un comportamento – sempre secondo la ricerca - che rende le ragazze e i ragazzi "facilmente preda di titoli sensazionalistici e ‘bufale' che possono fomentare reazioni poco ragionate e forse guidate da sentimenti di rabbia e di odio". Tre intervistati su 10 (il 29%) hanno messo un "like" ad un post che insultava o criticava aspramente un loro coetaneo; mentre 1 su 10 ha commentato con insulti o criticato "aspramente" un coetaneo sui social network. Quasi 3 ragazzi su 10 (il 28%) di persona non avrebbero usato le stesse parole. Mentre se incontrassero qualcuno che insulta un coetaneo il 14% dei ragazzi non farebbe nulla pensando "non è una cosa che mi riguarda"
Questo lo scenario convalidato dalla ricerca inedita a cura di Ipsos per Save the Children su "Il consenso in ambiente digitale: percezione e consapevolezza tra i teen e gli adulti"
La ricerca rivela che vi è una scarsa cura della propria storia online sia per gli adulti che per i ragazzi, Il 23% degli adulti e il 29% dei ragazzi, invece, sono convinti che sia sempre sicuro condividere foto o video intimi on line perché "lo fanno tutti", mentre il 41% degli adulti e il 44% dei ragazzi, benché consapevoli dei rischi, ritengono che a volte non si abbia nessuna scelta alternativa. Esiste inoltre circa il 40% di entrambi i gruppi di riferimento che pensa che la condivisione sia sicura se ristretta a utenti di cui ci si fida, anche se non ci si conosce di persona, o se ti fai promettere che i contenuti condivisi non saranno ulteriormente diffusi (26% degli adulti e 32% dei ragazzi). I ragazzi intervistati raccontano però che tra i loro amici più di 1 su 5 invia video o immagini intime di se stesso a coetanei e adulti conosciuti in rete, o attiva la webcam per ottenere regali.

Pubblicato il 07/02/2017

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