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Riforma della giustizia civile, interviene la Garante dei minori di Puglia

Articolo pubblicato più di un anno fa

No alla soppressione delle procure per i minori “sistema avanzato che ha ispirato la legislazione europea”


«Specializzazione, esclusività, multidisciplinarietà, prossimità, questi i principi su cui negli anni si è strutturato il nostro sistema di giustizia minorile. Un sistema considerato tanto avanzato da ispirare la legislazione europea in materia di minori autori di reato». Non usa mezzi termini la Garante dei diritti dell'Infanzia e dell'adolescenza di Puglia, Rosy Paparella, sulla riforma del processo civile approvata alla Camera e in discussione al Senato che prevedrebbe la soppressione dei tribunali per i minori. Un allarme che diventa ancora più cogente alla luce dei dati diffusi da alcune procure dei minori pugliesi, tra cui Lecce e Taranto che sottolineano l'incremento dei reati nell'ultimo anno e l'abbassamento dell'età in cui si compie il reato. «Il progetto di riforma ormai arrivato alle ultime battute in Senato rischia di scardinare il sistema senza una visione di insieme né uno sguardo alla reale e crescente complessità delle relazioni familiari e dei fenomeni sociali» continua la Garante. La questione non riguarda, com'è ovvio, la sola repressione, ma soprattutto l'enorme lavoro, svolto in questi anni dalle procure dei minori per il recupero delle situazioni più complesse: «Ricordiamo tra l'altro le gravi conseguenze che avrebbe la scomparsa delle procure minorili, per la loro specifica impostazione verso il recupero dei minori nel circuito penale e per il loro insostituibile ruolo di tutela nelle tante situazioni di rischio, pregiudizio, abbandono. Come Garante dei diritti dei minori per la Puglia, insieme agli altri colleghi,  già due anni fa ho espresso al ministero viva preoccupazione, avanzando proposte di superamento dell'attuale frammentarietà di competenze».

Pubblicato il 02/02/2017

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