Famiglie

I nuovi poveri sono gli under 34

Articolo pubblicato più di un anno fa

Rapporto Istat su “condizioni di vita e reddito”: sono le famiglie con tre figli pari al 48,3% quelle più a rischio. La condizione famigliare meno a rischio di povertà è la coppia di pensionati over 65 (2,7%)


Presentato il rapporto Istat su "condizioni di vita e reddito" secondo il quale si stima che nel 2015 il 28,7% delle persone residenti in Italia è a rischio di povertà o di esclusione sociale; un dato sostanzialmente in linea con quello del 2014 che si era attestato al 28,3%, ma ciò che fa suonare il campanello di allarme sono i dettagli di questo rapporto dai quali si capisce come l'incidenza e i profili della povertà assoluta si siano modificati negli ultimi anni.
Le famiglie con figli rappresentano, infatti, la fascia più a rischio: le persone che vivono in famiglie con cinque o più componenti sono quelle più a rischio di povertà o esclusione sociale; passano a 43,7% del 2015 da 40,2% del 2014, ma la quota sale al 48,3% (da 39,4%) se si tratta di coppie con tre o più figli e raggiunge il 51,2% (da 42,8%) nelle famiglie con tre o più minori. Se la famiglia presenta queste caratteristiche balza nella condizione di povertà assoluta 13,3 volte su 100. Le famiglie con solo un figlio si fermano al 4,9%. Ma la percentuale più bassa, ovvero la condizione famigliare meno a rischio di povertà assoluta è quella della coppia di pensionati over 65: solo il 2,7% dei nuclei con questo profilo cade nella categoria dei poveri assoluti.
Ecco dunque come oggi i soggetti più poveri sono proprio i giovani adulti fino a 34 anni che hanno famiglia: sono in povertà assoluta il 10,2% delle famiglie con un capofamiglia under34, contro il 4% di quelle che hanno per capofamiglia un over 65.
A livello territoriale il Mezzogiorno è ancora l'area più esposta: nel 2015 la stima delle persone coinvolte sale al 46,4%, dal 45,6% dell'anno precedente. La quota è in aumento anche al Centro (da 22,1% a 24%) ma riguarda meno di un quarto delle persone, mentre al Nord si registra un calo dal 17,9% al 17,4%.
In merito alla condizioni di reddito dal rapporto Istat emerge la seguente fotografia: dal 2009 al 2014 il reddito in termini reali è calato più per le famiglie appartenenti al 20% più povero, ampliando la distanza dalle famiglie più ricche il cui reddito passa da 4,6 a 4,9 volte quello delle più povere. Di fatto il 20% più ricco delle famiglie percepisce il 37,3% del reddito equivalente totale, il 20% più povero solo il 7,7%.
Nel 2014 si stima che il reddito netto medio annuo per famiglia sia di 29.472 euro (circa 2.456 euro al mese). La metà delle famiglie residenti in Italia percepisce un reddito netto non superiore a 24.190 euro l'anno (circa 2.016 euro al mese), sostanzialmente stabile rispetto al 2013; nel Mezzogiorno scende a 20.000 euro (circa 1.667 euro mensili).
Fra le famiglie che hanno come fonte principale il reddito da lavoro, una su due dispone di circa 29.406 euro se si tratta di lavoro dipendente e di non più di 28.556 euro nel caso di lavoro autonomo. Per le famiglie che vivono prevalentemente di pensione o trasferimenti pubblici la somma scende a 19.487 euro.

Pubblicato il 06/12/2016