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Il Reddito di Dignità entra nella seconda fase

Articolo pubblicato più di un anno fa

Quasi 25mila le istanze presentate dai pugliesi, con un'età media di 44 anni e con un livello di istruzione mediamente alto. Il 51% delle domande sono di donne


Il Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano insieme con gli Assessori al Welfare, Salvatore Negro e alla Formazione e Lavoro Sebastiano Leo e con la Consigliera del Presidente per l'attuazione del programma Titti De Simone hanno presentato i risultati della prima fase di attuazione della misura "Reddito di Dignità" Regionale. Una misura che prevede un finanziamento di 123 milioni di Euro per la prima annualità (2016-2017) così ripartiti: 78,9 milioni di Euro finanziamento nazionale (da Legge di Stabilità 2016), 5 milioni di euro da bilancio regionale 2015 e 30 milioni di Euro da POR Puglia 2014- 2020 (FSE). La conferenza stampa è stata anche occasione per presentare le iniziative in corso sull'avvio della seconda fase della misura con indicazione delle azioni in atto per promuovere progetti di tirocinio e di sussidiarietà rivolti ai cittadini che hanno fatto richiesta di ReD. 24.814 (dati aggiornati al 21 ottobre) sono le domande di richiesta di accesso alla misura arrivate in soli tre mesi da tutta la Puglia. Numeri che confermano nettamente non solo il potenziale del Reddito di Dignità, ma che fanno emergere la necessità di pensare a proposte individuali di inclusione sociale attiva in grado di rispondere in maniera più articolata alla mera domanda di sostegno al reddito.
Chi sono i richiedenti
La fotografia relativa ai dati sulla distribuzione territoriale delle domande, sulle caratteristiche socio demografiche dei richiedenti ReD, presentata durante la conferenza, ha mostrato un quadro a tratti inaspettato: infatti, se da un lato le domande di richiesta di accesso alla misura risultano essere omogeneamente distribuite sul territorio: 28.2% in provincia di Bari, 10.6% nella BAT, 9.6% in provincia di Brindisi, 16.6% in provincia di Foggia, 17.9% in provincia di Lecce e 17.2% in provincia di Taranto (Ambito di Bitonto e di Taranto i primi due come numero di domande presentate rispettivamente 10.8 e 10.4%, fanalino di coda Ambito del Tavoliere Meridionale, Ambito di Putignano e Ambito di Troia con 2.7, 2.6 e 2.5%); il profilo del beneficiario medio di ReD è lontano dall'immagine stereotipata del "povero estremo, senza fissa dimora", dell'emarginato che vive solo o della persona senza "risorse" personali, chi ne ha fatto richiesta sono uomini (49%) e donne (51%) di età media di 44 anni e con un livello di istruzione mediamente alto: media superiore e oltre per il 30.1% dei richiedenti con età inferiore ai 30 anni, e media superiore e oltre (13%) per i richiedenti con età superiore ai 50 anni. Il 58.4% del totale dei richiedenti ha una famiglia con figli minori (almeno un minore), mentre il 41.6% proviene da nuclei in condizione di fragilità economica e senza figli minori, che senza l'estensione della platea operata dal ReD pugliese non avrebbe potuto presentare domanda.
Ed è proprio in questo ampliamento di platea dei cittadini che risiede una delle differenze tra questa misura regionale con il SIA nazionale. Dal confronto con lo stato di attuazione a livello nazionale sono emerse altre diversità: il Reddito di Dignità prevede l'estensione del beneficio economico (l'importo massimo del SIA sarà pari a 400,00 euro quello del ReD è elevato a 600,00), l'aggancio del sostegno al reddito con un tirocinio di inclusione attiva, i tempi di attivazione, anticipati per ReD al 26.07.2016, le procedure ReD interamente supportate da piattaforma informatica regionale, la cooperazione applicativa con le banche dati INPS per la efficiente istruttoria delle domande e la gestione on line di tutte le procedure, la possibilità per la Puglia di rideterminare la soglia minima di punteggio (45 punti) per accedere a ReD nel caso di risorse superiori alle domande ammissibili in prima battuta.
Tirocini per l'inclusione e progetti di sussidiarietà, ecco i numeri
A partire da settembre si è dato avvio alla seconda fase di ReD ovvero la sensibilizzazione del sistema degli enti locali, di quello produttivo e del Terzo Settore per la presentazione di manifestazioni di interesse nell'attivazione di tirocini per l'inclusione o di progetti di sussidiarietà. In due mesi (da settembre ad ottobre) sono già stati definiti i primi 3000 tirocini ed entro dicembre 2016 i relativi 3000 beneficiari ReD, che avranno sottoscritto con i Comuni i progetti di inclusione abbinati a specifici progetti di tirocinio o di sussidiarietà e con la contestuale decorrenza del beneficio economico, saranno operativi. Obiettivo: fornire con la prima annualità una risposta sul territorio regionale di 20.000 beneficiari.

 

Pubblicato il 26/10/2016

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