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Sicurezza negli asili e negli istituti per anziani e disabili: ok dalla Camera

Articolo pubblicato più di un anno fa

Installazione e regolamentazione di sistemi di videosorveglianza, formazione e verifiche per idoneità degli insegnanti tra le misure del testo unificato


"Misure per prevenire e contrastare condotte di maltrattamento o di abuso, anche di natura psicologica, in danno dei minori negli asili nido e nelle scuole dell'infanzia e delle persone ospitate nelle strutture sociosanitarie e socio-assistenziali per anziani e persone con disabilità e delega al Governo" questo il decreto di legge approvato alla Camera (279 sì, 22 no, 69 astenuti) e sunto di 12 proposte di legge  rielaborate poi in un testo unificato ora al vaglio al Senato.
Il testo si compone di 6 articoli e prevede anche altre misure di prevenzione e contrasto, come la formazione di insegnanti e operatori e la maggiore apertura delle strutture alle visite di esterni. 
Finalità e destinatari. L'articolo 1 individua, come "finalità", da una lato la prevenzione e il contrasto dei reati in danno di bambini, anziani e disabili, rispettivamente negli asili nido e nelle scuole dell'infanzia e nelle strutture sanitarie e socio-sanitare residenziali o semiresidenziali. Altro obiettivo è "favorire la raccolta di dati utilizzabili a fini probatori in sede di accertamento di tali reati". 
Formazione e requisiti di idoneità psico-attitudinale. L'articolo 2 prevede che il Governo sia delegato ad adottare, entro 12 mesi dall'entrata in vigore della legge, "un decreto legislativo in materia di valutazione attitudinale nell'accesso alla professioni educative e di cura, nonché di formazione iniziale e permanente del personale delle strutture". Formazione e valutazione per gli operatori chiamati a svolgere questo compito. Il testo individua alcuni "principi direttivi", come "il possesso di adeguati requisiti di idoneità psico-attitudinale", la verifica della sussistenza dei requisiti stessi, sia al momento dell'assunzione, sia a cadenza periodica, "anche in relazione al progressivo logoramento psico-fisico derivante dall'espletamento di mansioni che richiedono la prestazione di assistenza continuativa a soggetti in condizioni di vulnerabilità". Fondamentali sono poi i "percorsi di formazione professionale continua dei lavoratori , che valorizzino le migliori pratiche sviluppate nelle diverse realtà operanti nel territorio nazionale, assicurando il coinvolgimento delle famiglie, degli operatori e degli enti territoriali". 
Visite tutto il giorno. L'articolo 3 prevede, entro 6 mesi dall'approvazione, l'emanazione di linee guida che sulle modalità di visita nelle strutture, "per garantire, ove possibile, le visite agli ospiti lungo l'intero arco della giornata". 
Videosorveglianza, accordi collettivi e privacy. L'articolo 4 è quello che contiene la principale e più discussa novità in materia: "l'utilizzo di sistemi di videosorveglianza negli asili nido, nelle scuole dell'infanzia e nelle strutture sanitarie e socio-sanitarie per anziani e disabili. Tecnicamente, all'interno delle strutture "possono essere installati sistemi di videosorveglianza a circuito chiuso, le cui immagini sono cifrate al momento dell'acquisizione all'interno delle telecamere, attraverso un sistema a doppia chiave asimmetrica". Da notare che si tratta di una possibilità e non di un obbligo. Le immagini potranno essere visionate solo dal pubblico ministero e, su sua delega, dalla polizia giudiziaria, per lo svolgimento di indagini su reati in danno dei minori o delle persone ospitate nelle strutture, anche a seguito di denunce. Per l'installazione dei sistemi di videosorveglianza, però, è necessario un precedente "accordo collettivo stipulato dalla rappresentanza sindacale unitaria o dalle rappresentanze sindacali aziendali". Laddove l'accordo non ci sia, i sistemi possono comunque essere installati su autorizzazione della sede territoriale o nazionale dell'Ispettorato del lavoro. Inoltre, la presenza dei sistemi di videosorveglianza deve essere "adeguatamente segnalata a tutti i soggetti che accedono nella zona videosorvegliata. Spetterà al Garante per la protezione dei dati personali definire, con proprio provvedimento, "gli adempimenti e le prescrizioni da applicare in relazione all'installazione dei sistemi e al trattamento dei dati personali effettuato mediante i medesimi sistemi". 
Monitoraggio e relazione. L'articolo 5 prevede la trasmissione, entro il 31 marzo di ogni anno, di una relazione dal Governo alle Camere sull'attuazione della legge, per dar conto "anche dei dati rilevati dal ministero della Giustizia e dal ministero dell'Interno, nell'ambito delle rispettive competenze, in ordine all'andamento nell'anno di riferimento dei reati commessi in danno dei minori e delle persone ospitate nelle strutture, nonché dei relativi procedimenti giudiziari. 
Clausola di salvaguardia. L'ultimo articolo riguarda la clausola di salvaguardia per le province autonome di Trento e Bolzano. 

Pubblicato il 20/10/2016

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