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Affidamento di servizi sociali: dall’ANAC le linee guida per i Comuni, imprese e terzo settore

Articolo pubblicato più di un anno fa

L’Autorità Nazionale Anticorruzione ha fornito delle indicazioni operative indirizzate ai diversi soggetti appaltanti in materia di affidamento di servizi sociali


Sono pervenute all'Autorità segnalazioni da parte di operatori del terzo settore in merito a criticità riscontrate negli affidamenti di servizi di assistenza domiciliare. In particolare, è emerso che le stazioni appaltanti affidano frequentemente, con unica gara, servizi assistenziali diversi, sia per tipologia di attività che per destinatari degli interventi, richiedendo l'esecuzione di prestazioni complesse. Questo "modus operandi" comporta l'introduzione di barriere all'accesso e determina forti restrizioni della concorrenza, precludendo la partecipazione alle procedure di affidamento degli operatori che avrebbero i requisiti necessari a eseguire almeno uno dei servizi richiesti.
In questo scenario è intervenuta nuovamente l'ANAC che, come già evidenziato con la determinazione n. 32/2016 sulle "Linee guida per l'affidamento di servizi a enti del terzo settore e alle cooperative sociali", aveva individuato nell'esigenza di soddisfare bisogni complessi dell'utenza, la non giustificabilità nell'affidare affidare l'intero servizio a un unico operatore.
Il rispetto dei principi di concorrenza e non discriminazione impone l'adozione di accorgimenti che consentano, in ogni caso, la massima partecipazione degli operatori economici alle procedure di affidamento e questo anche nei casi in cui sia previsto lo svolgimento contestuale di una molteplicità di prestazioni (es. accoglienza dei richiedenti protezione internazionale), oppure la medesima prestazione debba essere eseguita con modalità differenziate per adeguarla ai bisogni di diverse tipologie di utenti finali (es. assistenza domiciliare rivolta ad anziani, disabili, malati terminali).
Sulla base di tali considerazioni, per consentire il superamento delle criticità emerse nell'affidamento di servizi sociali complessi, nella nota dell'ANAC si ribadisce la necessità che le stazioni appaltanti provvedano alla suddivisione dell'appalto in lotti funzionali o prestazionali, rammentando l'obbligo statuito in tal senso dall'art. 51 del d.lgs. 50/2016. Inoltre, si richiama l'attenzione sull'efficacia, ai fini dell'apertura alla concorrenza, di ulteriori strumenti, utili ad agevolare la partecipazione degli operatori alle procedure di affidamento, quali l'avvalimento dei requisiti di partecipazione, il ricorso al subappalto e la partecipazione in forma raggruppata.
Infine, si evidenzia che la disciplina speciale dei servizi sociali consente l'erogazione dei servizi alla persona mediante diversi strumenti che consentono di operare in un'ottica di apertura alla concorrenza assicurando il pieno soddisfacimento dell'interesse sociale perseguito.

Pubblicato il 29/09/2016

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