Welfare

Nuovo ISEE: nel 2015 lo hanno chiesto oltre 4 milioni di famiglie, il 21% della popolazione

Articolo pubblicato più di un anno fa

Le famiglie che dichiarano di non avere un conto corrente passano dal 70% al 14%


Nel primo anno di applicazione del nuovo ISEE sono state 4,2 milioni, per un totale di oltre 13 mln di persone, le famiglie che hanno  presentato una Dichiarazione
sostitutiva unica (DSU) a fini ISEE , il 21% della popolazione residente, passando dal 18% nel Centro Nord al 28% nel Mezzogiorno.
A rilevarlo è il ministero del Lavoro e delle politiche sociali, che ha fatto il punto sulle Dsu inviate lo scorso anno, in particolare il monitoraggio ha portato alla luce un dato molto significativo: gli italiani che per ottenere sconti fiscali dichiarano di possedere «nulla», sono scesi drasticamente, passando dal 70% al 14% nel 2015; nel Mezzogiorno da quasi il 90 al 20%. Anche la distribuzione territoriale della "popolazione Isee" denota una forte inversione di tendenza: fatta eccezione per le Provincie autonome di Trento e Bolzano, infatti, in tutte le altre Regioni la popolazione costituisce almeno un settimo e non più un terzo del totale.
Un successo merito, secondo il ministero del Lavoro dell'introduzione di un indicatore molto più veritiero, in cui redditi non sono più autodichiarati, ma rilevati direttamente presso l'anagrafe tributaria.
"Si conferma poi la buona capacità del sistema ISEE di assorbimento delle nuove procedure - sottolinea il ministero - i tempi di rilascio previsti dal regolamento ISEE - 14 giorni - sono stati abbattuti tanto che
in dicembre gli ISEE sono stati attestati in tre giorni. Notevole anche la semplificazione amministrativa: l'aver previsto una validità nell'anno civile anziché' nell'anno solare, ha ridotto
sensibilmente la ripetizione della DSU da parte dello stesso nucleo familiare in corso d'anno; per coloro che presentano la DSU nel primo semestre, le ripetizioni nel secondo semestre sono
passate dal 18% al 5,5%".

Pubblicato il 06/10/2016