Welfare

Lotta alla povertà la Regione Puglia presenta il SIA

Articolo pubblicato più di un anno fa

Da settembre la manovra in sostegno all’inclusione sociale attiva sarà operativa a livello nazionale e in Puglia verrà integrata con quella del ReD


Si è svolta a Bari presso la sede della Regione Puglia la Cabina di Regia con i rappresentanti degli uffici di piano, al centro del dibattito: la lotta alla povertà, Raffaele Tangorra direttore generale per l'inclusione e le politiche sociali del Ministero del Lavoro ha presentato il SIA, la nuova misura di contrasto alla povertà nazionale; che in Puglia sarà integrata al ReD, il Reddito di Dignità regionale.
"Il SIA non deve essere inteso solo come sostegno monetario, ma vero e proprio strumento di <<inclusione attiva>> - afferma Tangorra. Il reddito, di fatti, da solo non basta per uscire da una situazione di povertà: la sua mancanza spesso non ne è la causa, ma il suo effetto. Le cause invece sono diverse e sempre più spesso sono di misura multidimensionale". "Per evitare "trappole della povertà" è importante agire sulle cause con una progettazione personalizzata, capace di individuare i bisogni delle famiglie, predisporre interventi appropriati per favorire l'autonomia. La trasmissione integenerazionale della povertà è, oggi, inaccettabile e quindi diventa centrale, nella progettazione personalizzata, il sostegno alla funzione genitoriale e l'attenzione agli specifici bisogni dei bambini".
Nel 2016 la misura del SIA sarà erogata ai nuclei familiari in possesso di specifici requisiti: requisiti familiari – almeno un figlio minorenne o disabile, o donna in stato di gravidanza accertata; requisiti economici – ISEE inferiore a 3000 euro; requisito risultanza della valutazione del bisogno – definizione di una scala di valutazione multidimensionale in base a carichi familiari, situazione economica e situazione lavorativa. 
Attualmente non è possibile, sulla base delle risorse disponibili, coprire tutta la platea delle famiglie con minorenni e ISEE inferiore a 3000 euro. L'adozione di una scala di valutazione del bisogno ha proprio la funzione di consentire di raggiungere i più bisognosi; per l'accessibilità alla misura sono così favoriti i nuclei con maggior numero di figli o figli piccoli, in cui vi è un genitore solo, che include persone con disabilità grave o non autosufficiente, con ISEE più basso, in cui tutti sono senza lavoro. Questi i dati: in Italia le famiglie con minorenni che hanno richiesto l'ISEE nel 2015 sono oltre 2 milioni, cioè circa un terzo del totale delle famiglie con minorenni. La soglia ISEE inferiore a 3000 euro conta oltre mezzo milione di nuclei familiari a questi dati dobbiamo aggiungere anche le famiglie con figli maggiorenni disabili. Quelle coperte dal SIA sono poco meno del 40% per una copertura dei minorenni pari a quasi il 50% del totale.
In sede di Cabina di Regia Salvatore Tangorra ha illustrato anche le risorse destinate alla Puglia
"Pur trattandosi di una misura nazionale il budget nazionale del SIA è stato suddiviso tra regioni sulla base degli indicatori statistici disponibili: povertà assoluta, grave deprivazione materiale, assenza di lavoro nelle famiglie".
Le risorse per la Puglia ammontano al 10,5% del totale nazionale e cioè poco meno di 79 milioni di euro. Sono le risorse che copriranno le domande presentate a partire dal 2 settembre 2016 fino all'adozione dei provvedimenti legislativi successivi all'approvazione della delega povertà, quelli che costituiranno il cosiddetto social act. Si tratta di più del fabbisogno annuale necessario a coprire i beneficiari stimati sulla base delle dichiarazioni ISEE 2015 e sono risorse sufficienti a coprire circa 20mila nuclei familiari per oltre 80mila persone in tali nuclei. A queste risorse si aggiungono quelle destinate al rafforzamento dei servizi a carico del PON inclusione. Si tratta complessivamente di 125 milioni di euro nel settennio di programmazione. Le quote sono attribuite ai singoli ambiti: si va da un minimo di poco più di 1,2 milioni di euro negli ambiti di Troia e del Tavoliere meridionale, ad un massimo di circa 10 milioni di euro nell'ambito territoriale di Bari. La distribuzione tra ambiti è effettuata sulla base della popolazione residente.

Pubblicato il 23/06/2016

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