Anziani

Invecchiamento attivo, presto una proposta di legge

Articolo pubblicato più di un anno fa

Anziani attivi e socialmente utili, in 9 articoli le misure per sostenere, anche economicamente, il loro impegno nelle attività di volontariato


Le associazioni Ada, Anteas e Auser sono le promotrici di una proposta di legge, la n.3528, a sostegno dell'impegno degli anziani in attività di utilità sociale e di volontariato. L'obiettivo di questa proposta è, da un lato valorizzare l'impegno e il "lavoro" dei volontari anziani nello svolgimento delle loro attività come ad esempio quella dei "nonni vigili", della sorveglianza di parchi e giardini, musei e monumenti, della compagnia agli anziani fragili, o altre attività per lo sviluppo della cultura, ma soprattutto quello di dare a questo impegno anche una riconoscimento economico, assicurando un bonus da parte degli enti locali, sotto forma di buono pasto o altre agevolazioni culturali, ricreative, formative o per la mobilità.
Di seguito, in sintesi, dei 9 articoli di cui la legge si compone:
L'articolo 1 fissa gli obiettivi principali della legge: non sono valorizzare le competenze e le esperienze degli anziani, ma anche "contrastare fenomeni di esclusione e di discriminazione sostenendo azioni che garantiscano un invecchiamento sano e dignitoso e rimuovendo gli ostacoli a una piena inclusione sociale.
L'articolo 2 definisce "invecchiamento attivo" quel "processo che promuove la continua capacità del soggetto di ridefinire e di aggiornare il proprio progetto di vita in rapporto ai cambiamenti inerenti la propria persona e il contesto di vita, attraverso azioni volte ad ottimizzare il benessere sociale, la salute, la sicurezza e la partecipazione alle attività sociali, allo scopo di migliorare la qualità della vita e di affermare la dignità delle persone nel corso dell'invecchiamento"
L'articolo 3 stabilisce che siano i comuni, singoli o associati, a "predisporre, anche in collaborazione con le organizzazioni di volontariato, progetti volti all'impiego sul proprio territorio di persone anziane per la realizzazione delle finalità di cui alla presente legge". E prevede che i volontari anziani siano "destinatari di opportunità culturali, formative e ricreative fornite, anche gratuitamente o a costi ridotti, dal comune, dalle altre amministrazioni ovvero dai privati coinvolti nei progetti di cui al presente articolo", sotto forma di "buono pasto per ogni giorno impiegato in attività di utilità sociale, in conformità alle disposizioni della presente legge indipendentemente dall'effettivo numero di ore giornaliere impiegate nell'attività stessa".
L'articolo 4 declina quali siano le attività "socialmente utili" in cui gli anziani volontari passano essere impiegati: un ventaglio ampio, che spazia dalla sorveglianza dei bambini presso le scuole e lungo il percorso alla compagnia e il sostegno ad altri anziani "in condizione di isolamento"; dalla ricognizione delle "presso le famiglie delle esigenze derivanti da interventi programmati sulla viabilità e sul tessuto urbano, con particolare riferimento alla condizione delle persone anziane e dei bambini" alla partecipazione ad attività culturali, anche attraverso la vigilanza e i controllo del flusso di spettatori e visitatori in manifestazioni pubbliche, musei, biblioteche ecc.
L'articolo 5, affronta il tema delle assicurazioni, l'articolo 6, quello della "formazione permanente", cioè la "partecipazione delle persone anziane a processi educativi e alle attività ricreative e formative lungo tutto l'arco della vita.
L'articolo 7 chiama in causa il ministero della Salute, che ha il compito di contribuire all'invecchiamento attivo promuovendo "azioni tese al mantenimento del benessere durante l'invecchiamento della persona anziana, sostenendo la diffusione di corretti stili di vita e l'educazione motoria e fisica", ma anche favorendo "protocolli operativi tra enti locali territoriali, aziende sanitarie locali, organizzazioni di volontariato e associazioni di promozione sociale".
La legge istituisce un fondo di 75 milioni di euro per il triennio 2016-2018 presso il ministero del lavoro e delle politiche sociali. 

Pubblicato il 12/04/2016

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