Inclusione

8 aprile Giornata internazionale Rom e Sinti

Articolo pubblicato più di un anno fa

35mila rom continuano a vivere in condizioni di emergenza abitativa in Italia su cui pende la procedura di infrazione dell’UE


Nel nostro Paese circa 35 mila rom continuano a vivere in condizioni di emergenza abitativa – oltre la metà dei quali in 155 insediamenti gestiti dalle istituzioni, da nord a sud – e numerose amministrazioni comunali e regionali perseverano nella progettazione e nella costruzione di nuovi ghetti per soli rom. Sono solo alcuni dei dati che emergono dal Rapporto Annuale 2015 sulla condizione di rom e sinti in Italia di Associazione 21 luglio, che sarà presentato venerdì 8 aprile alle ore 11 al Senato, presso la Biblioteca "Giovanni Spadolini" – Sala degli Atti parlamentari, piazza della Minerva 38, Roma. Il Rapporto, la cui presentazione cade in concomitanza con la celebrazione della Giornata Internazionale dei Rom e dei Sinti, scatta una fotografia delle condizioni di vita di tali minoranze nel nostro Paese, analizzando le misure adottate a livello nazionale e locale – compresi approcci incoraggianti intrapresi in alcune località come Alghero, Lucca, Padova e Prato – e i numerosi richiami giunti nei confronti dell'Italia, su cui pende una procedura d'infrazione della Commissione Europea, da enti e organizzazioni internazionali che hanno posto sotto la lente d'ingrandimento politiche segregative e discriminatorie.

 "La Giornata internazionale dei rom e dei sinti, che si celebra venerdì 8 aprile ogni anno ci porta a non dimenticare chi, tra noi, vive troppe discriminazioni, una minoranza non riconosciuta, quale è il popolo rom". Spiega così il Gian Carlo Perego, direttore generale della Fondazione Migrantes, il senso di questa celebrazione "per conoscere la storia, la cultura, l'arte e la religiosità di questo popolo in Italia e in Europa, creando nelle nostre città occasioni di incontro che aiutino a costruire rispetto e nuovi cammini insieme".  In verità in Italia la situazione è davvero ancora fortemente critica rispetto al rischio marginalizzazione. Denuncia l'associazione 21 Luglio: "Nel 2011 la Commissione europea, consapevole delle pratiche discriminatorie e della lunga storia di marginalizzazione sofferta dai rom in Europa, aveva adottato una Comunicazione in cui richiedeva agli stati membri di sviluppare strategie nazionali per l'integrazione dei rom, individuando le politiche e le misure concrete da adottare. Il 28 febbraio 2012, il governo italiano aveva quindi adottato la sua Strategia nazionale per l'inclusione dei rom (da qui in poi, la Strategia) al fine di delineare il piano d'azione delle politiche pubbliche 2012-2020, incentrate su una graduale eliminazione della povertà e dell'esclusione sociale delle comunità rom marginalizzate in quattro settori principali: salute, educazione, lavoro e alloggio". Purtroppo, nonostante siano trascorsi quattro anni dall'adozione della Strategia, Amnesty International, Associazione 21 luglio e European Roma Rights Centre rimangono seriamente preoccupati a causa della mancanza di progressi fatti dall'Italia. Ad oggi, infatti, i diritti umani di migliaia di rom continuano a essere limitati, soprattutto nel settore dell'alloggio, visto che campi segregati, discriminazione nell'accesso agli alloggi di edilizia popolare e sgomberi forzati restano una realtà quotidiana per i rom che vivono nei campi in Italia. È in tale contesto che le tre organizzazioni hanno rivolto un appello alla Commissione europea affinchè  "intraprenda un'azione decisiva contro queste violazioni, che costituiscono un'infrazione della Direttiva che attua il principio della parità di trattamento fra le persone indipendentemente dalla razza e dall'origine etnica, attraverso l'apertura di una procedura di infrazione contro l'Italia". Dal momento che la Commissione Junker ha conferito grande importanza a un'attuazione uniforme della legislazione europea, le tre organizzazioni sollecitano "l'apertura di una procedura d'infrazione contro l'Italia, considerato che per lungo tempo le sue autorità non hanno fornito risposte adeguate", conclude l'Associazione 21 luglio. 

Pubblicato il 07/04/2016

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