Welfare

No alla voce di spesa sociale nel Patto di Stabilità

Articolo pubblicato più di un anno fa

(im)Patto Sociale: reddito minino, welfare e investimenti la campagna promossa da un cartello di associazioni contro terrorismo e disuguaglianze sociali


Escludere la spesa sociale dal Patto di Stabilità: è questa la proposta richiesta a gran voce nella campagna (im)Patto Sociale promossa dalle associazioni Libera, Gruppo Abele Sbilanciamoci!, Arci, Rete della Conoscenza e Forum del Terzo Settore e una centinaio di associazioni che fanno parte della campagna "Miseria Ladra", per porre fine alle politiche di austerità che portano con se terrorismo e disuguaglianze sociali, e rivolta al Parlamento e al Governo proprio in coincidenza dell'imminente discussione del Documento di Economia e Finanza previsto per metà aprile.
"E' urgente derogare al Patto di Stabilità le spese relative ai servizi sociali, fondamentali per il contrasto alle disuguaglianze e all'esclusine sociale di cui il terrorismo si nutre", affermano i promotori della campagna che rivolgono il loro invito anche agli amministratori locali a cui chiedono di impegnarsi ad approvare una delibera. Ad oggi hanno aderito già 20 comuni tra cui Napoli, Palermo e Pisa.
"Siamo agli ultimi posti per tutti gli indicatori degli investimenti in Welfare, ultimi nel contrasto alla povertà, terzultimi, secondo Eurostat, sulla non autosufficienza eppure non siamo uno stato povero, il costo delle politiche pubbliche è di 800 miliardi all'anno". E' da queste considerazioni che il gruppo di associazioni ha strutturato la campagna (im)Patto Sociale: la risoluzione chiede al Governo di aumentare le risorse per i fondi sociali nazionali, riportandoli al livello del 2008 e di dismettere la politica dei tagli lineare sulla sanità che l'hanno portata dal 7,2% del Pil al 6,8% nel 2015. E ancora, aumentare la spesa per l'istruzione e impegnarsi, a livello europeo, affinché siano abbandonate le politiche di austerità a vantaggio degli interventi a sostegno dei consumi e della domanda interna, della crescita, dell'occupazione e dell'inclusione sociale.

 

Pubblicato il 06/04/2016

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