Disabili

Disabili e ospedali ancora troppe le barriere

Articolo pubblicato più di un anno fa

Due strutture sanitarie su tre sono impreparate ad accogliere persone con disabilità. I dati della prima indagine conoscitiva di Spes contra Spem e Osservatorio nazionale sulla salute nelle regioni italiane


In Italia due strutture sanitarie su tre, pari al 36% che si riduce al Sud solo al 19,4%, non hanno un percorso prioritario per i pazienti con disabilità. Questo è il primo dato che emerge dalla "Ricerca conoscitiva sui percorsi ospedalieri delle persone con disabilità" realizzata dalla società cooperativa sociale Spes contra Spem e l'Osservatorio nazionale sulla salute nelle regioni italiane, in collaborazione con la Fondazione Ariel e con il contributo di Fondazione Umana Mente del Gruppo Allianz.
Nonostante esista una Carta dei Diritti delle Persone con Disabilità in Ospedale, sono ancora numerose le barriere sanitarie che rendono complesso l'accesso a questi pazienti: oltre il 78% degli ospedali non prevede spazi adatti di assistenza per le persone con disabilità intellettiva, motoria e sensoriale. Solo il 16,8% delle strutture ha un punto unico di accoglienza per le persone con disabilità. Il punto unico di accoglienza è presente nel 20,9% delle strutture del Nord, mentre tale quota non raggiunge il 13% degli ospedali del Centro-Sud ed Isole. Nessuna struttura ha mappe a rilievo per persone non vedenti, mentre solo il 10,6% è dotato di percorsi tattili. I percorsi tattili sono assenti negli ospedali monitorati nelle regioni del Mezzogiorno, mentre sono presenti in circa il 13% di quelli del Centro-Nord. Display luminosi per le persone con deficit uditivo sono presenti nel 57,8% degli ospedali. La percentuale scende al 45,2% in quelli del Mezzogiorno. 
Anche per quanto riguarda l'emergenza e quindi i Pronto Soccorso la ricerca mette in luce diverse mancanze: solo il 12,4% dei Pronto Soccorso - e nessuno nell'Italia Meridionale - ha locali o percorsi adatti per visitare pazienti con disabilità intellettiva. Meglio la situazione in ambulatori e reparti, dove percorsi dedicati per i pazienti disabili si trovano nel 21,7% delle strutture, sempre con una netta differenza tra nord (29%) e sud (appena il 6,5%). Quasi tutti permettono permanenza di caregiver. Il 95,7% delle strutture interpellate consente la permanenza oltre l'orario previstoper le visite del caregiver della persona con disabilità.
L'indagine è stata svolta sottoponendo un questionario on-line a un campione di 814 strutture ospedaliere (Asl, Aziende ospedaliere, Policlinici Universitari, Irccs ) su tutto il territorio italiano, tra gennaio e settembre 2014. Dieci domande a risposta chiusa sulla presenza di misure, presidi, percorsi clinico assistenziali e figure professionali per verificare le modalità di accesso e di cura delle persone con diverse tipologie di disabilità. 

Pubblicato il 05/04/2016