Welfare

Il nuovo Codice degli appalti premia la qualità

Articolo pubblicato più di un anno fa

Una svolta per favorire la costruzione di un sistema orientato allo sviluppo di forme di imprenditoria sociale


Con l'approvazione del nuovo codice di appalti e concessioni il Governo ha dato un importante segnale nel ristabilire l'equilibrio tra concorrenza e responsabilità sociale. Tra le novità l'introduzione di maggiori possibilità per premiare il ricorso a clausole ambientali e sociali, che riportano il primato dell'interesse generale e del bene comune su quello della mera concorrenza. Ma soprattutto la possibilità di realizzare gare riservate a imprese che, svolgendo un determinato servizio, realizzano programmi per l'inserimento lavorativo di persone svantaggiate e disabili. Questa innovazione, che si concretizza attraverso l'introduzione della soft law con Linee Guida e bandi ad hoc, rappresenta un segnale forte e tangibile in materia di innovazione sociale e di inclusione di lavoratori svantaggiati. 
Nello specifico per quanto riguarda gli appalti per il welfare, grazie al nuovo Codice, è stato cancellato il "sistema" del massimo ribasso. L'obiettivo è quello di puntare sulla qualità dei progetti con l'obbligo del criterio dell'offerta economica più vantaggiosa laddove vengano rispettati il costo del lavoro e la corretta applicazione dei contratti di lavoro. "Finalmente anche a livello nazionale passa il principio del divieto al massimo ribasso che per l'affidamento dei servizi sociali in Puglia era già contenuto nella legge regionale n.19/2006" commenta l'assessore regionale al Welfare Salvatore Negro.
Infine sui principi per l'aggiudicazione degli appalti e le concessioni di servizi sociali il Governo ha confermato le indicazioni delle direttive europee, che affidano agli Stati la facoltà di determinare le modalità con normare in questo settore. Anche in funzione di specifiche necessità, per garantire la qualità, la continuità, l'accessibilità dei servizi, per le diverse categorie di utenti. In Italia, il sistema socioassistenziale è di competenza delle Regioni che negli anni hanno legiferato in materia in modo articolato a partire dai bisogni del territorio. 

Pubblicato il 15/03/2016

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