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Riforma Terzo settore, c’è una data il 16 marzo

Articolo pubblicato più di un anno fa

La Commissione Affari costituzionali del Senato ha già deliberato su 4 degli 11 emendamenti del DDL. Il testo definitivo previsto entro il 16 marzo


Gli articoli 1, 2, 3 e 5 che compongono il disegno di legge delega sulla riforma del Terzo settore sono già stati approvati dalla Commissione Affari Costituzionali del Senato che si impegna a chiudere entro una decina di giorni l'intero testo. Nello specifico sono stati definiti gli articoli relativi a "Finalità e Oggetto" (art. 1) "Princìpi e criteri direttivi generali" (art. 2) "Revisione del titolo II° del libro primo del codice civile" (art.3) e "Attività di volontariato, di promozione sociale e di mutuo soccorso" (art. 5) . Restano da affrontare le parti relative alla revisione della disciplina del terzo settore (art.4), all'impresa sociale (art.6), alla vigilanza e controllo (art. 7), al servizio civile (art.8) e alle misure fiscale (art.9), nonché gli ultimi due articoli dedicati alle disposizioni transitorie e finali e alla relazione alla Camere.
Tra le novità introdotte si segnalano in particolare la revisione e completamento del concetto di Terzo settore, espresso nell'art.1 per il quale ora si definisce "il complesso degli enti privati costituiti per il perseguimento, senza scopo di lucro, di finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale e che, in attuazione del principio di sussidiarietà e in coerenza con i rispettivi statuti o atti costitutivi, promuovono e realizzano attività di interesse generale, mediante forme di azione volontaria e gratuita, di mutualità o di produzione o scambio di beni o servizi". Sempre nello stesso articolo viene specificato che "alle fondazioni bancarie, enti che concorrono al perseguimento delle finalità della presente legge, non si applicano le disposizioni contenute in essa e nei relativi decreti attuativi".
All'art. 5 viene rivisto invece il ruolo dei Centri di servizio per il volontariato e il relativo riconoscimento della figura del volontario, dalla riformulazione del testo si evince che "i Centri di servizio possono essere promossi da tutte le realtà di Terzo settore anche se la governance deve essere controllata dalle sole realtà di volontariato". E ancora, viene previsto il "superamento del sistema degli Osservatori nazionali per il volontariato e per l'associazionismo di promozione sociale, attraverso la istituzione del Consiglio nazionale del Terzo settore, quale organismo unitario di consultazione degli enti di Terzo settore a livello nazionale, la cui composizione valorizzi il ruolo delle reti associative di secondo livello".  

 

Pubblicato il 09/03/2016

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