ReD

La Puglia vara il Reddito di Dignità

Articolo pubblicato più di un anno fa

Approvata lo scorso 1 marzo in Consiglio regionale la Legge istitutiva. Le prime dichiarazioni del Presidente Emiliano


È stata approvata lo scorso 1 marzo dal Consiglio Regionale della Puglia la legge regionale per l'istituzione del Reddito di Dignità (di seguito ReD) e per la disciplina delle politiche di inclusione sociale attiva. Il ReD si configura come lo strumento del sostegno economico al reddito a supporto di percorsi di inclusione sociale attiva, per persone e nuclei familiari connotati da particolare fragilità economica e sociale. Dopo il Friuli la Puglia è la seconda Regione a mettere a sistema strumenti, requisiti e risorse finanziarie, per una misura strutturata e stabile per l'inclusione sociale attiva.

Con il ReD la Puglia arricchisce gli strumenti nazionali e regionali oggi già a disposizione per il contrasto alla povertà - incentivi per l'occupazione come "dote occupazionale", "welfare to work", Garanzia Giovani, ASDI -   introducendo una misura che guarda ad una platea se possibile più complessa e delicata, quale quella dei nuclei familiari in cui la fragilità economica e sociale non è riconducibile solo alla assenza di lavoro ma anche ad altre condizioni di rischio di esclusione, e l'accesso a risorse sufficienti per una vita dignitosa non è solo questione di ricerca di lavoro bensì di costruzione di un percorso di crescita personale, di servizi di sostegno e di conciliazione, di opportunità di inserimento sociolavorativo. L'obiettivo è quello di promuovere politiche di inclusione sociale attiva attraverso un sistema integrato di interventi e servizi negli ambiti sociosanitario, delle politiche attive del lavoro e della formazione, delle politiche abitative. Per farlo occorrerà stringere un forte patto di collaborazione con le istituzioni locali, le organizzazioni del terzo settore, le aziende e i sistemi produttivi locali, ma anche che intere comunità si attivino perché il ReD è anche una opportunità di crescita del tessuto connettivo delle comunità locali con servizi di prossimità e presenza sul territorio che i beneficiari di ReD potranno assicurare  nel proprio contesto di vita.

«La misura prevede fino a un massimo di 600 euro al mese, in termini di contributo economico, cui si aggiungono i percorsi formativi di supporto e l'accesso a misure di conciliazione e ad altri servizi sociali a sostegno dell'inserimento nei contesti produttivi e delle responsabilità famigliari. A regime la misura sarà capace di prendere in carico ogni anno circa 20mila beneficiari, e quindi di interessare fino a 60mila persone, se si considerano i loro nuclei familiari – ha spiegato il presidente della Giunta regionale Michele Emiliano. Nell'arco di 5 anni si stima di poter raggiungere la totalità della popolazione pugliese che oggi si trova sotto la soglia di povertà assoluta, secondo le stime ISTAT. Il Reddito di Dignità non è una misura assistenziale o una forma di beneficenza. È un patto che coinvolge tutto il nucleo familiare, in cui si mette a disposizione il proprio tempo per svolgere un'attività concreta, che sia di formazione, di riqualificazione professionale o la disponibilità a svolgere mansioni di utilità sociale. In questo momento destinare 70 milioni di euro circa l'anno, tra risorse nazionali e regionali, è un grandissimo sforzo che però consente di ristrutturare tutte le misure che già la Regione Puglia e tutti i Comuni avevano messo in campo in questi anni per superare le situazioni di disagio economico. Questa misura si realizza senza il bisogno di alzare le tasse, in gran parte attingendo dal fondo sociale europeo, dai fondi nazionali e dal bilancio regionale ordinario. Si tratta di una pietra miliare del nostro programma di governo, nonché uno dei punti più attesi. Per usufruire del reddito di dignità ci saranno delle regole severe da rispettare, l'osservanza del patto è la chiave per poter riagganciare, attraverso questa via, un'attività nella vita della comunità».

Il Reddito di dignità si inserisce in uno scenario nazionale e regionale in cui la recessione degli ultimi anni ha causato una forte caduta dei redditi delle famiglie, con il conseguente aumento dei tassi di povertà: in Puglia l'8,6% della popolazione residente vive in condizione di povertà assoluta, cioè circa 348mila persone. Tra queste persone il 10% ha subito riduzioni superiori al 30% del reddito disponibile, mentre il 10% più ricco ha subito un calo medio del 5%.

A differenza degli altri Paesi europei, d'altro canto, nell'ordinamento nazionale non vi è stata finora traccia di una misura nazionale universale di sostegno al reddito che si configuri anche come intervento di inclusione sociale finalizzato a combattere le povertà, riattivando le energie espulse dal mercato del lavoro. Solo con la legge di stabilità per il 2016 e con l'imminente legge delega, si è espressamente fatto riferimento alla introduzione nel sistema nazionale del primo Livello essenziale di assistenza per il contrasto alla povertà: lo attendevamo tutti da 16 anni, da quel novembre 2000 in cui ha visto la luce la legge 328 di riforma del welfare italiano. Infatti il recente inserimento dell'art. 24 all'interno del DDL di Stabilità 2016 pone le basi per un Piano nazionale contro le povertà che tiene dentro due strumenti. Il primo è, appunto, il SIA, il sostegno all'inclusione sociale attiva per l'erogazione di un sostegno al reddito condizionato all'accettazione di un percorso di attivazione e in presenza di una presa in carico socio lavorativa finanziato dal 2016 con 801 milioni di euro e dal 2017 con 1 miliardo. «Il ReD si colloca esattamente nel solco del SIA – spiega l'assessore regionale al Welfare Salvatore Negro – e anzi ne costituisce proprio una declinazione regionale, pugliese, con l'aggiunta delle risorse FSE». Il secondo strumento è l'ASDI, per le persone che fuoriescono dalla Cassa Integrazione e per le quali non si siano ancora determinate le condizioni di reinserimento lavorativo.

La legge regionale per l'istituzione del Reddito di dignità è di imminente pubblicazione sul Burp.

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Pubblicato il 07/03/2016