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Riforma Terzo settore, manca all’appello il nocciolo della normativa fiscale

Articolo pubblicato più di un anno fa

La proposta del relatore Lepri: verso la semplificazione su IVA, IRES, IMU e TASI


La Commissione Affari costituzionali del Senato torna ad occuparsi del disegno di legge delega di riforma del terzo settore, la questione aperta rimane una sola ed è quella legata alla gestione della normativa fiscale. Tutto il resto, dalle finalità ai registri, dal volontariato all'impresa sociale, fino al servizio civile a agli organismi di controllo, ormai è definito e pronto alla prova delle votazioni.
Il senatore Stefano Lepri, relatore del provvedimento alla Camera, ha presentato una proposta indirizzata alla semplificazione rispetto alla giungla di provvedimenti che mettono a dura prova i cittadini che vogliono impegnarsi per la cosa pubblica.
Nel dettaglio la proposta analizza, indipendentemente dalla natura giuridica dell'organizzazione, il regime ai fini IRES, il regime IVA e il regime delle imposte sugli immobili e servizi indivisibili. 
Ai fini IRES si propone la non rilevanza dell'entrata ai fini fiscali (e pertanto anche la non tassazione degli utili) per tutti i redditi provenienti da attività non economiche, come quote associative, oblazioni, donazioni e contributi ricevuti.
Diversa è la previsione per quanto riguarda i redditi derivanti da attività economiche, come il caso di una vendita di beni e servizi in forma stabile, di un corso fatto da un'associazione o delle prestazioni svolte da una cooperativa sociale. In questo caso la rilevanza ai fini Ires delle entrate conseguite dipenderà da fatto che tali attività riguardino o meno ambiti di interesse generale. 
Per quanto riguarda l'IVA viene prevista una tassazione agevolata, armonizzata e omogenea per i diversi enti di terzo settore, mentre per le imposte sugli immobili (Imu) e servizi indivisibili (Tasi) l'agevolazione fiscale per le organizzazioni di terzo settore dipenderà dal tipo di attività svolta.
Per le attività di utilità sociale che non abbiano le particolarità appena elencate, è prevista una forma intermedia: non un'esenzione completa quindi ma un'agevolazione che ridurrà in parte la misura della tassazione

Pubblicato il 24/02/2016

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