Pari Opportunita

La Puglia dice SI alla rete Re.a.dy.

Articolo pubblicato più di un anno fa

La Regione ha deliberato l'adesione alla Rete Nazionale delle Pubbliche Amministrazioni Anti Discriminazioni per orientamento sessuale. Emiliano: “Dedico questa vittoria a tutte le vittime di omofobia”


Il 27 ottobre con 26 voti a favore e 13 contrari è stata approvata in sede di Consiglio regionale la mozione di condivisione della Regione Puglia alla rete Re.a.dy, la rete nazionale delle amministrazioni pubbliche anti-discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere.
La giunta regionale ha quindi accolto a maggioranza la proposta portata avanti dai consiglieri del Partito Democratico, dalla maggioranza di centro sinistra, dal Movimento 5 Stelle e di una consigliera di Forza Italia. "Vorrei dedicare questa adesione – commenta il presidente Michele Emiliano – a tutte le persone vittime di omofobia e transfobia e in particolare alle vittime pugliesi di ogni forma di violenza e discriminazione, in nome di Antonio Intellicato". Questo è solo il primo passo – continua – di un percorso che spero contribuisca a rendere la nostra regione sempre più inclusiva".
La rete Re.a.dy, nata nel 2006, conta già al suo attivo circa cento tra amministrazioni regionali, provinciali e comunali unite dall'intento di avviare politiche di inclusione sociale delle cittadine e dei cittadini LGBT, sviluppando azioni e promuovendo atti e provvedimenti amministrativi per contrastare ogni forma di discriminazione. La rete Re.a.dy collabora con l'UNAR (Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali) del Dipartimento Pari opportunità della Presidenza del Consiglio dei ministri per la realizzazione della strategia nazionale LGBT 2013/2015.
"Già come sindaco di Bari - dichiara il presidente Michele Emiliano - avevo aderito alla rete Re.a.dy ottenendo in questo modo dalle altre amministrazioni comunali e regionali un fondamentale contributo in termini di esperienza e buone prassi amministrative in funzione delle attività di contrasto a tutte le discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere".
L'adesione alla rete Re.a.dy avviene mediante sottoscrizione della Carta d'Intenti e non comporta alcun costo per la pubblica amministrazione. La Regione ha messo dunque un punto fermo sull'inclusività del territorio pugliese e la ferma condanna di ogni forma di discriminazione.

Pubblicato il 23/11/2015