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Non autosufficienza. "Necessario piano nazionale"

Articolo pubblicato più di un anno fa

Il bilancio del Forum organizzato da Maggioli Casa Editrice, con il patrocinio del ministero del Lavoro e politiche Sociali. Oltre 300 i partecipanti tra operatori, studiosi e amministratori.

Dopo la fortunata esperienza dello scorso anno, è tornato in Puglia a Bari il Forum sulla non autosufficienza - Strumenti, 
idee e soluzioni per il lavoro di cura e l'integrazione socio-sanitaria. L'evento è organizzato dalla Maggioli Casa Editrice, 
con il patrocinio del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali. Per la seconda volta, la V edizione del 
Forum fa tappa a Bari, presso l'Hotel Parco dei Principi, con il patrocinio della Regione Puglia, della Provincia di Bari e 
del Comune di Bari. 
"Nonostante la medicina – ha detto Palma Greccia, docente di Filosofia della salute dell'Istituto Camillianum nel 
convegno di apertura dal titolo "Le dimensioni della fragilità. Riconoscere i bisogni, rappresentare le differenze" - non si 
potranno mai dominare, controllare, tutte le nostre azioni né le conseguenze. Siamo imperfetti: la non autosufficienza, la 
mancanza, l'imperfezione sono strutturali dell'essere umano e una società inclusiva e civile è quella che riconosce 
l'imperfezione e la valorizza". 
"Occorre necessariamente varare un piano nazionale per la non autosufficienza per diminuire le sperequazioni tra le 
regioni, per rimuovere le principali criticità delle indennità di accompagnamento", ha detto Giovanni Lamura, 
responsabile Centro Ricerche Economico-Sociali per l'invecchiamento (Inrca Ancona). "Per questo – ha continuato 
Lamura - occorre standardizzare la valutazione della non autosufficienza, riformando l'indennità e facendo convergere 
tutto in unico modello di assistenza". Infatti, a differenza degli altri paesi europei le spese di assistenza in Italia sono 
garantite soprattutto dalle indennità. I servizi formali, garantiti dal sistema nazionale di welfare, raggiungono solo una 
minoranza delle persone non autosufficienti in Italia. A complicare la fruizione dei servizi, soprattutto la carenza di 
informazioni e le procedure complesse. Le caratteristiche dei servizi ritenute più importanti sono soprattutto la 
tempestività e l'umanizzazione degli interventi. Tra le aree di maggior bisogno quella che appare più scoperta è quella 
del supporto emotivo-psicologico. Se a questo si aggiunge che c'è un netto rifiuto del ricovero in strutture residenziali, 
non può sorprenderci che il lavoro di cura domiciliare e domestico sia così diffuso: dal 1991 al 2011 si è passati da 181 
mila assistenti familiari a 830 mila assistenti familiari e tra essi 9 su 10 sono stranieri, il 61 per cento dei quali è assunta 
senza contratto regolare di lavoro. 
 

Pubblicato il 26/11/2013

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